Ad eccezione delle gare relative alle categorie “Pulcini” ed “Esordienti”, il calciatore espulso DAL CAMPO NEL CORSO di una gara ufficiale è automaticamente squalificato per una giornata senza declaratoria del Giudice Sportivo.

Tale sanzione può essere aggravata, se del caso, con provvedimento del Giudice Sportivo.

La disposizione riguarda quindi solo i calciatori e non i dirigenti ed allenatori che non avendo l’ “automatismo” sono soggetti a provvedimenti disciplinari che decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione sul comunicato ufficiale.

I ricorsi avverso la regolarità delle gare devono essere preannunciati al Giudice Sportivo Territoriale a mezzo fax o telegramma entro le ore 24 del giorno feriale successivo a quello della gara.

Ciò consente al Giudice di non omologare il risultato della gara ed attendere le motivazioni del reclamo della società che devono essere trasmesse entro il 7° giorno successivo alla gara per raccomandata. Copia del ricorso deve essere inviata contestualmente alla società controparte a mezzo raccomandata e la prova dell’invio alla controparte deve essere allegata alla documentazione del reclamo da rimettersi al G.S.T..

Se eventualmente il ricorso riguarda la posizione di calciatori (squalificati, non tesserati) non occorre proporre il preannuncio ma semplicemente inoltrare le motivazioni entro 7 giorni dallo svolgimento della gara con le modalità di notifica sopra menzionate.

Si deve porre attenzione poiché nelle fasi finali dei Campionati e nelle manifestazioni a rapido svolgimento (Coppa Italia, Coppa Toscana etc.) tali termini possono essere ridotti o diversi.

Il reclamo avverso la regolarità del campo di gioco deve essere preceduto da riserva scritta presentata all’Arbitro PRIMA della gara o riserva VERBALE se l’irregolarità si verifica nel corso della gara.

L’Arbitro a quel punto deve concedere un termine, fino ad un tempo della gara, per il ripristino delle condizioni di regolarità ed al termine ne verifica la sussistenza per l’inizio e/o continuazione della gara.

Le gare in riferimento alle quali le sanzioni inflitte ai tesserati si intendono scontate (e quindi  anche gli allenatori con squalifica a giornate) sono quelle che hanno conseguito un risultato valido ai fini della classifica o della qualificazione in competizioni ufficiali e non siano state successivamente annullate dagli organi disciplinari.

Quando la gara viene annullata la squalifica non si ritiene espiata e deve essere scontata nella partita immediatamente successiva del provvedimento definitivo di annullamento.

No perché in materia di recidività in ammonizioni la squalifica per una giornata di gara non è immediatamente esecutiva come nel caso di espulsione.

Sono necessarie la declaratoria del Giudice Sportivo e la pubblicazione del comunicato che la contiene: pertanto la squalifica va scontata nella prima gara ufficiale immediatamente successiva alla pubblicazione.

No in quanto la disposizione dell’automatismo della sanzione è operante se ed in quanto il calciatore sia stato effettivamente espulso dal campo durante la gara: essa è, di conseguenza, inapplicabile nell’ipotesi di cui sopra, dove l’arbitro, a gara terminata, abbia dichiarato che il giocatore – colpevole di un fatto commesso al termine della gara stessa – debba considerarsi espulso.

L’automatismo della sanzione è, invero, principio che si ricollega unicamente al fatto storico dell’espulsione e non già a quello, ipotetico, di una espulsione che sarebbe stata decretata se l’infrazione disciplinare fosse stata commessa durante lo svolgimento della partita.

L’omessa indicazione della espulsione di un calciatore nel referto arbitrale o nel comunicato ufficiale non legittima la società di appartenenza a schierarlo nella partita successiva in quanto il calciatore espulso dal campo nel corso di una gara ufficiale della propria società è automaticamente squalificato per una giornata senza declaratoria del Giudice Sportivo.

Il presidente di società che in primo grado sia stato colpito da inibizione o squalifica temporanea può inoltrare reclamo per la sanzione che lo riguardi personalmente, ma non può fare altrettanto per le punizioni che abbiano colpito, nello stesso contesto , la società medesima od altri tesserati.

Allo stesso è consentito di poter svolgere soltanto attività amministrativa nell’ambito della propria società.