Comunicato del Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Toscana L.N.D.

Nello scorso mese di febbraio un esiguo numero di società dilettantistiche della nostra regione ha intrapreso autonomamente un’iniziativa tesa alla convocazione di un’assemblea a cui aveva invitato, tramite mail, alcune società toscane per discutere problematiche organizzative e sportive, indicate in un documento allegato all’invito. Successivamente, a pochi giorni dal 24 febbraio, giorno di svolgimento dell’assemblea, i promotori, in piena libertà, avevano revocato tale incontro.

Come Consiglio Direttivo avevamo preso atto, con un comunicato stampa, di questa saggia decisione che testimoniava la volontà di ognuno di lavorare esclusivamente per il bene di tutte le società, in modo unito e costruttivo all’interno, e non all’esterno, dell’ambito istituzionale dove ogni cosa deve trovare la propria sintesi. In tutto quel periodo, nonostante la riunione si ponesse al di fuori della corretta dialettica istituzionale, avevamo volutamente adottato un atteggiamento, seppur vigile, ma che non creasse inutili e dannose polemiche, avendo a cuore esclusivamente l’unità e la serenità di tutto il movimento.  In questi ultimi giorni, alcune società della nostra regione hanno ricevuto nuovamente un ulteriore invito, inoltrato sempre da una delle società promotrici dell’iniziativa, in cui si rinnovava l’invito all’adesione a un non meglio precisato “movimento” attraverso la firma di un documento, da inoltrare successivamente all’attenzione del Comitato. A questo punto, però, riteniamo di dover intervenire pubblicamente in relazione a tale iniziativa,  che ha creato disorientamento e malumori in molte società. Pertanto, per una questione di chiarezza e trasparenza, riteniamo opportuno precisare  alcuni aspetti fondamentali per la vita stessa di un’organizzazione come il Comitato Regionale:

a) i temi contenuti nel documento inviato ad alcune società sono importanti per tutte, nessuna esclusa. L’impiantistica, la riduzione dei costi federali, la modifica di alcuni campionati, in particolare quelli giovanili, sono argomenti che sono stati e sono al centro dell’azione del Comitato. Un’azione condivisa con tutte le società, affrontata con impegno, realismo e, anche con competenza, senza prospettare facili soluzioni che creano nell’immediato larghi consensi ma che contrastano con la realtà quotidiana delle cose, un’azione condivisa che ha portato ad importanti risultati, come, tanto per citarne alcuni: il progetto per l’efficientamento energetico, la facilità di accedere a mutui garantiti dalla LND, la drastica riduzione di costi federali a carico delle società e il grande impulso dato alle iscrizioni per la Terza categoria con importanti contributi non solo per la prima iscrizione al campionato ma anche per la seconda e terza iscrizione. Argomenti che abbiamo avuto modo di presentare e discutere nelle dieci riunioni provinciali che si sono svolte negli scorsi mesi di ottobre e novembre e che hanno visto la partecipazione di circa l’80% di società. Le riunioni provinciali, appunto. Luogo e momento deputato all’incontro, al confronto, alla verifica, alle proposte e anche alle critiche; luogo istituzionale dove chi rappresenta le 740 società toscane, perché da esse votato per assumersi le responsabilità del governo del Comitato, ascolta la voce di tutte le società, le loro difficoltà e i loro desideri per poi elaborare la necessaria sintesi regionale. Riteniamo che questo sia il modo corretto di procedere, quello che offre l’opportunità a tutti di contribuire alla vita federale e soprattutto il luogo e il momento giusto di porre tutte le istanze all’attenzione del Comitato. E’solo ed esclusivamente l’ente istituzionale che si deve far carico, qualora ne ravveda la necessità, oppure venga sollecitato, a organizzare momenti di confronto, a cui tutti e non solo alcuni sono però chiamati.

Riteniamo che gli altri modi, e spiace dirlo, anche quello irrituale che i  promotori dell’assemblea volevano utilizzare,  al di la dei temi posti in discussione, provochi solo disorientamento, retro-pensieri e malumori in tutte le società toscane e non contribuisca certo all’unità del movimento che invece, come dimostrato in tutti questi anni, è fondamentale per l’azione di governo del Consiglio Direttivo

b) Questo non significa che non ci siano anche altri momenti, luoghi di confronto e di ascolto con le società. In questi anni le porte del Comitato, come sanno bene coloro che sono stati ricevuti e ascoltati con grande interesse, sono state aperte per tutti, compresi anche alcuni dirigenti di quelle società promotrici dell’assemblea di cui sopra, latori di legittime proposte per il calcio toscano. Su una in particolare il Presidente Mangini si era impegnato (le altre erano già definite all’interno dell’azione di governo) quella della riduzione del costo delle utenze. A Dicembre u.s. il Presidente Regionale del CONI (perché lo stesso problema ce l’hanno anche altre discipline e la battaglia non può che essere comune) su proposta del Presidente del CRT si è impegnato a costituire un tavolo di confronto, insieme all’ANCI Regionale, con le società dei servizi. Questo riteniamo essere il modo giusto di procedere, senza facili ricette a problemi complessi, ma confrontandosi con la realtà delle cose

c) In una recente intervista il Presidente di una delle società promotrici dell’assemblea, che ringraziamo per le parole di stima che ha utilizzato verso la persona del Presidente Mangini e del Consiglio Direttivo, affermava che lo scopo della riunione era quello di “….dare forza al Presidente Mangini”. Ci sia consentito di dire che la forza al Presidente, sintesi ed espressione di tutte le Società e del Consiglio Direttivo, non la si dà organizzando riunioni fra poche e scelte società, ma portando, come del resto era stato fatto dallo stesso dirigente nei mesi scorsi, le legittime istanze all’attenzione del Comitato, nei modi e nei tempi istituzionali.

In questa Regione, non c’è bisogno di gruppi di pressione o sub-strutture organizzate per imporre temi di discussione, né tantomeno la creazione di altre figure di “rappresentanza” al di fuori di quelle previste dallo statuto (Presidente e Consiglieri regionali, delegati assembleari) democraticamente elette dall’assemblea regionale.

I nostri rapporti, comunque, e gli impegni istituzionali di ogni tipo rimarranno improntati, come sempre, alla massima collaborazione e rispetto con tutte le società del nostro Comitato.