Addio a Nello Bartorelli, un pezzo di storia del nostro calcio

Se ne è andato a pochi giorni dal suo compleanno numero 100. Il 15 luglio avrebbe compiuto un secolo di vita ma Nello Bartorelli, come sempre, ha scelto la strada della compostezza, del rispetto, la strada dell’essere lui a disposizione degli altri e non gli altri a disposizione sua e si è spento nella casa di riposo di Villa Serena che da anni lo ospitava.
Così alle 11 al cimitero dei Lupi di Livorno, nella commozione della cerimonia funebre, con tanto affetto e tanta ammirazione, è stato dato l’ultimo saluto un pezzo importante della storia del calcio di Livorno.
Una storia iniziata 86 anni fa da calciatore e poi proseguita da dirigente. Una storia di pari passo con la storia della sua città, prima con i colori dei Poligrafici del Telegrafo dove lavorava come impaginatore, poi negli anni ’70 con l’Armando Picchi. Proprio al Telegrafo Bartorelli aveva incrociato Bruno Perniconi, allora giovane calciatore di belle speranze e ora vicepresidente vicario del CRT della Lega LND. Proprio da lì era nato un solido legame e la certezza che quel dirigente era un gran bravo dirigente. Una certezza che fece sì che negli anni ’90, Perniconi già presidente della Delegazione labronica, chiamò Bartorelliper ricoprire al suo fianco la carica di segretario.
Non solo perché Nello era una miniera di informazioni, nozioni su carte federali e tutte quelle pratiche burocratiche con cui una società di calcio deve farei i conti, ma anche perché Bartorelli per l’esperienza maturata sia nelle società sia in Federazione, per la correttezza sempre dimostrata è stato per decenni un sicuro riferimento e una garanzia per tutto il movimento calcistico.
Sincere e sentite sono le condoglianze del CRT